IL CORRIERE DEL RE

TRADUZIONE DI T. BUONGIORNO

Le pantofole della vecchia, a piccoli disegni cachemire, erano troppo grandi per il piccolo Muck, ma lui scopri presto come usarle, decise di diventare corriere. Girando di tacco tre volte poteva trovarsi in un momento nella città più lontana. Semplicemente correndo divoravano la strada. Per fermarle bastava dire “lee”, come si diceva ai somari. Con quelle ai piedi andò a offrirsi al sovrano come corriere.

IL RACCONTO DEL RE

«Naturalmente nessuno lo prese sul serio» racconta il re «ma tanto per divertirci organizzammo una gara, e il piccolo Muck dovette misurarsi con il più veloce dei miei portaordini. Tra lo stupore generale, lo batté. Lo presi al mio servizio, con un salario di cento pezzi d’oro all’anno e il diritto di mangiare alla tavola dei miei servitori più importanti. Loro non lo vedevano di buon occhio, erano gelosi; lui pensò di comperarne i favori col denaro: sapeva come procurarselo, con il suo bastoncino fatato. Più tardi mi raccontò che in presenza dell’oro quello batteva tre colpi in terra, due in presenza dell’argento. Il bastoncino scovò nel giardino del mio palazzo una pentola piena d’oro che mio padre aveva nascosto durante un assedio. Il piccolo Muck la lasciò lì, e quando aveva bisogno di denaro andava a riempirsene le tasche. Fu scoperto e accusato d’aver rubato quell’oro dai miei forzieri. Fini in carcere, e barattò la libertà con i suoi oggetti magici. Ma non mi disse come fermare le babbucce fatate: io le calzai e dovetti correre mio malgrado fino alla sfinitezza; fu la sua vendetta, e la pagò con l’esilio.»

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