PROBIOTICI: ALLEATI INVISIBILI

In questi anni di vita da genitore e di lavoro ho parlato, scritto e disquisito di probiotici in tante occasioni. Questi batteri sono importanti per la nostra salute e per quella dei nostri figli in quanto costituiscono uno dei primi meccanismi di difesa che l’organismo sviluppa alla nascita contro i patogeni esterni. In ogni caso prima di parlare dell’importanza della supplementazione di probiotici facciamo un passo indietro.

probiotici ed eredità materna

I neonati nati da parto spontaneo acquisiscono le specie costituenti la propria flora intestinale prevalentemente dalla flora intestinale e vaginale delle loro madri. Un ruolo minore svolge l’ambiente esterno e l’alimentazione che invece è di fondamentale importanza per lo sviluppo della flora intestinale del nato da taglio cesareo. Quindi durante il parto i piccoli entrano in contatto con la microflora che rappresenterà il loro primo meccanismo di difesa verso i futuri attacchi esterni. La microflora intestinale è costituita in particolare dal gruppo dei Lactobacilli e dei Bifidobatteri che si sviluppano grazieall’ambiente fertile grazie allo stile di vita del lattante. Dieta lattea e HMOs (zuccheri a catena corta e piccole fibre utili per la crescita della microflora)  presenti nel latte materno fanno la magia. Inoltre nel latte materno (ancor di più nel colostro) sono presenti fermenti lattici che aiutano il bambino nelle prime fasi di vita. Proprio per questo i nati da parto cesareo (o non allattati al seno) possono aver ancor più bisogno di supplementare tali fermenti.

Supplementazione in gravidanza ed allattamento

Essendo prodotti naturali, che giocano un ruolo importante per il sistema immunitario, i probiotici possono entrare nella normale alimentazione sia della donna in attesa che della mamma che allatta. È dimostrato che l’uso di alcuni ceppi di probiotici può aiutare nella prevenzione di alcune infezioni del tratto uro-genitale, fra cui cistiti e vulvo-vaginiti. Uno studio italiano pubblicato sulla rivista internazionale “Nutrients” e condotto dal team del Prof. Nicola Laforgia, nella U.O. di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’Università di Bari. Lo studio ha prodotto dei risultati interessanti nelle mamme a cui sono state somministrate grandi quantità di fermenti lattici in gravidanza ed allattamento. I lattanti mostrano molte meno sintomatologie gastroenteriche minori (coliche e rigurgiti). Praticamente l’uso di probiotici può modificare la composizione del latte materno favorendo quel pool di molecole attive positivamente sul sistema immunitario del nascituro. Nonostante l’uso dei probiotici non sia attualmente un presidio terapeutico regolamentato da precise linee guida, è sensato immaginare che lo sviluppo della ricerca possa continuare a suffragare questi risultati, specialmente in particolari quadri patologici ereditari.

PRINCIPALI ATTIVITA’ DELLA MICROFLORA INTESTINALE

Ci sono svariate implicazioni legate ad un microbiota intestinale carente. Una microflora sana rende meno suscettibile alle infiammazioni, alle intolleranze, alle allergie, alle patologie di carattere autoimmune e alle patologie metaboliche come il diabete o l’obesità. Si è osservata anche una correlazione con l’autismo legata a scompensi di questo tipo. Quali sono i vantaggi principali legati alla presenza di probiotici nel tratto intestinale? Vediamoli in questo elenco:

  • miglioramento della digestione e dell’assorbimento dei principi nutritivi durante lo svezzamento; produzione di vitamine ed altre molecole utili;
  • maggiore tolleranza nei confronti delle vaccinazioni;
  • minor rischio di sviluppare crosta lattea e dermatiti atopiche;
  • minor rischio di sviluppare coliche gassose evidenti già nei primi mesi di vita soprattutto nel caso di allattamento artificiale.
  • difendere la mucosa dai batteri patogeni (antagonismo biologico)
  • ottimizzare la funzionalità del colon, (riduzione del pH fecale)

I microrganismi probiotici impediscono in particolare la proliferazione dei ceppi batterici patogeni:

  • sottraendo il loro nutrimento
  • occupando i possibili siti di adesione alle pareti intestinali
  • producendo sostanze antibiotiche attive che ne inibiscono la replicazione.
    Tipi di probiotici

    I probiotici contengono tre gruppi di batteri accuratamente selezionati:

    • Bifidobacteria
    • Lactobacilli
    • Eubacteria

    Tra i bifidobacteria, i più comunemente impiegati nella produzione di integratori sono: animalis, breve, infantislongum, adolascentis, lactis e bifidum; inoltre, per quel che concerne i lattobacilli, ricordiamo: acidophilus, casei, johnsonii, reuteri, rhamnosus, salivarius, plantarum, crispatus.

     Quali probiotici scegliere?

    Ad oggi, il mercato degli integratori alimentari risulta dispersivo ed eccessivamente ricco. Il consumatore spesso non riesce a distinguere un prodotto qualitativamente migliore da un altro peggiore. Obiettivo di quest’articolo è anche quello di aiutarvi a discernere.

    Cercherò di darvi alcuni consigli per agevolare la scelta:

    -presenza del Lactobacillus Rhamnosus: tale microorganismo ha molteplici funzioni. Molti studi ne hanno dimostrato una certa efficacia nella risoluzione di problemi intestinali, nelle infezioni respiratorie e in alcune affezioni dermatologiche. Sembra che questo batterio possa agire come facilitatore ovvero migliorare la funzionalità di altre specie batteriche residenti nell’intestino. Quindi fattore importante scegliere probiotici validati e supportati da studi.

    -cercare di scegliere integratori con probiotici plurivalenti: in questo modo andiamo a colmare delle lacune della nostra flora batterica e questo ci permetterà di evitare l’insediamento di nuovi batteri patogeni.

    -presenza del Lactobacillus reuteri: questo batterio si trova anche nel latte materno e si è rilevato utile anche nel fronteggiare gli episodi di coliche gassose nel lattante. Quindi il suo utilizzo in tenera età trova una giusta collocazione.

    -fattore importante è l’aggiunta di prebiotici: bisognerebbe aggiungere prebiotici ai fermenti per aumentare la loro azione. Questo si possono integrare sia con l’alimentazione che con gli integratori stessi.

    Supplementazione, come procedere?

    Come abbiamo la certezza che l’integrazione sia andata a buon fine? Cosa non dobbiamo fare quando vogliamo prendere dei fermenti? Tante volte mi capita di dover rispondere alla domanda “posso dare i probiotici a mio figlio durante il ciclo di antibiotici o è meglio dopo?” La risposta è complessa! Dare i fermenti durante il ciclo di antibiotico non ha effetti negativi ma potrebbe risultare inefficace in quanto gli antibiotici uccidono sia i batteri patogeni che quelli “buoni” normalmente presenti nell’intestino oppure ingeriti con l’assunzione di integratori. Finita la terapia antibiotica si potrà sicuramente iniziare a reintegrare le microflora intestinale con ceppi idonei attraverso un’opportuna integrazione. Questi non sono comunque gli unici aspetti da valutare. Di seguito troverete altri  utili spunti di riflessione.

  • In definitiva, per compiere la giusta integrazione con probiotici, è necessario tenere a mente di:

    • Assumerli SEMPRE e solo a stomaco vuoto: In questo modo si ha la certezza che il pH dello stomaco inciderà il meno possibile sul percorso dei batteri tra la bocca ed il colon.
    • Assumerli per ALMENO 2 settimane: ripristinare la microflora batterica comporta tempo e utilizzare questi prodotti per poco tempo non ha molto senso.
    • Assumerne ALMENO 2 miliardi al giorno: questa numerica rappresenta il limite inferiore sotto il quale non ha senso scendere. Esistono molti integratori che ne hanno anche di più e vanno benissimo.
      scritto da Maurizio di tullio

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