PROLASSO UTERINO E OSTEOPATIA

CASO CLINICO

Questo è il caso di L., donna di 52 anni, che lamentava delle fitte sulla faccia interna del ginocchio, che si irradiavano spesso verso l’interno della coscia.
Il dolore si era reso insopportabile tanto da costringere L. ad andare al pronto soccorso e sottoporsi ad esami diagnostici, risultati però tutti negativi.
Altro problema posto all’attenzione dell’osteopata è stato una sensazione di pesantezza e fastidio alla regione lombare della colonna vertebrale, presente da parecchio tempo.
La visita osteopatica si è svolta come di consuetudine partendo da un colloquio, volto a conoscere la storia clinica recente e passata della paziente.
Successivamente è stata effettuata la valutazione osteopatica, dalla quale è emersa un area particolarmente disfunzionale a livello del piccolo bacino.
Il piccolo bacino (o piccola pelvi) è la porzione più inferiore del bacino, delimitata dal pube anteriormente, dal sacro posteriormente, dal forame otturatorio e dall’ischio infero-lateralmente, che contiene organi come la vescica, l’utero e la vagina nella donna, la prostata nell’uomo, e il retto.
Quest’area, che dal punto di vista osteopatico era disfunzionale, è risultata correlata a un dato emerso nella storia clinica della paziente, che riferiva di avere un prolasso uterino di 1° grado, diagnosticato dallo specialista.
Il prolasso uterino è la discesa dell’utero nel canale vaginale, classificato in tre stadi: 1°- 2°- 3° grado, dal meno al più grave; un leggero prolasso è fisiologico con l’avanzare dell’età e dopo la menopausa,  ed è più frequente nelle donne pluripare.
L’utero è fissato alle ossa del bacino tramite importanti legamenti, come il legamento largo, che lo fissa alle pareti laterali, i legamenti rotondi, che si dirigono anteriormente verso il pube, e i legamenti posteriori utero-sacrali.
La porzione interna del ginocchio e la faccia interna della coscia sono innervate dal nervo otturatorio, che origina dai livelli vertebrali L2-L3-L4 e che nel suo decorso passa proprio nel piccolo bacino.
In questo caso il prolasso uterino aveva prodotto delle tensioni fasciali dei legamenti uterini, soprattutto del legamento largo, che hanno determinato una compressione periferica del nervo otturatorio, responsabile della sintomatologia.
Nella fase del trattamento, con l’utilizzo di tecniche dolci di tipo fasciale e viscerale, l’osteopata è intervenuto normalizzando le tensioni fasciali del bacino; in sole 2 sedute la sintomatologia è completamente scomparsa, ed anche la sensazione di pesantezza lombare si è alleviata notevolmente.

Dr Davide Mandelli – Osteopata

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