PINOCCHIO

Ospito con immensa felicità questa bellissima recensione di Pinocchio scritta da qualcuno che riesce a toccare i cuori di chi legge i suoi componimenti.

Un libro. IL libro, io direi. Pure se la scrittura di Carlo Lorenzini può a tratti apparire arcaica, e fattivamente lo è visto che IL libro è del 1881, la storia ivi contenuta è fuori del tempo, trasversale e riguarda tutti: la crescita del bambino/burattino alla transizione umana. Ormai avete capito tutte/i: IL libro è Pinocchio, l’autore è Collodi (Carlo Lorenzini).

Libro straordinario, tralascerei il pur bel film Disney per ricordare il fantastico Pinocchio di Comencini, dove Geppetto per me da allora ha il volto di Nino Manfredi, struggente nello scaldarsi le mani col fuoco dipinto nel camino, e come tutti noi genitori, togliersi il torsolo e le bucce della pera dalla bocca per darle al suo figliolo. Nome a me caro Lorenzini, passavo tutti i giorni da ragazzino nel mio quartiere di Roma con le strade intitolate agli autori moderni: via Fogazzaro, via Comparetti, via Graf, via Deledda, via Fucini….via Lorenzini. Anche io da burattino sarò riuscito a diventare uomo, schivando le difficoltà della sorte, i troppi gatti e volpi, balene, giudici, lucignoli, attendendo una fatina che nel dubbio che arrivi, è meglio far da sé? Ci siete riusciti voi, ora che siamo genitori? Devo chiudere ricordando la struggente colonna sonora di Fiorenzo Carpi, dove Geppetto/Manfredi canta queste parole nei titoli di coda:

Come è triste l’uomo solo,
che si guarda nello specchio
Ogni giorno un po’ più vecchio
che non sa con chi parlare,
passa giorno dopo giorno
senza avere senza dare,
quando il sole va a dormire
ed il cielo si fa scuro,
resta solo una candela
ed un’ombra sopra il muro.

Per non essere più solo
mi son fatto un burattino,
per avere l’illusione
d’esser padre di un bambino
che mi tenga compagnia,
senza darmi grattacapi
che non usi la bugia
come pane quotidiano
e che adesso che son vecchio
possa darmi anche una mano.

Come è stato lo sapete,
è la storia di Pinocchio
naso lungo e capo tondo
che va in giro per il mondo,
che pretende di pensare
e su tutto ragionare.

Chi mi dice di ascoltarlo,
chi mi dice di punirlo,
ma non so che cosa fare
non è facile educare,
lui non vuole andare a scuola,
lui non vuole lavorare
debbo dirvi in confidenza
che com’è non mi dispiace
m’è riuscito proprio bene
più lo vedo e più mi piace.

(Sipario) 🙂

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