IL PARADOSSO DI CRESCERE

SCRITTO DA Maddalena Capra Lebout SU PENSIERI ROTONDI

PER UNA VITA INTERA VORREMMO IMPARARE. QUALCOSA CHE BASTEREBBE NON PERDERE

Noi ammiriamo con indicibile incanto quella lentezza che hanno i nostri figli, la minuziosità nelle cose.
Eppure gli insegniamo la velocità.
Guardiamo la loro tenacia nell’insistere in un tappo da chiudere, una zip da incastrare,
ma li esortiamo “sbrigati!”, a fare in modo più efficace.
Amiamo come sono maldestri, e goffi, e buffi.
Eppure li correggiamo perché i loro gesti grossolani siano affinati e precisi.

Noi invidiamo ai bambini la meraviglia in cui vivono
eppure li disincantiamo spiegando la logica delle cose.
Sogniamo coi loro occhi,
ma sveliamo loro che i cavalli alati e gli unicorni non esistono.

Osserviamo la loro impazienza, quell’energia indomabile che freme nei loro piccoli corpi
ma li addestriamo ad attendere.
La loro foga, ma gli intimiamo “calmati!”

Ridiamo per le loro gaffe, per una maglia a rovescio
e poi smettiamo di ridere: devono imparare come si infila una maglia, e come si allaccia correttamente una scarpa.

La loro fantasia ci lascia senza fiato, e vorremmo averne almeno la metà, e desideriamo che la conservino, gli auguriamo di cavalcare mondi di fate e folletti, e creare universi paralleli.
Ma gli somministriamo tabelle e schede scolastiche la cui risposta è un SÌ o un NO, GIUSTO o SBAGLIATO.

Ci inteneriamo per quelle loro paure così piccine
poi però li caviamo fuori per fortificarli al più presto.

Amiamo la loro vivacità, la loro esuberanza
e li riprendiamo perché siedano composti.
I loro schiamazzi e le voci alte, incontrollate
eppure li inseguiamo con instancabili “fermo, stai zitto.”

Godiamo di quella loro spontaneità disarmante, ma li istruiamo all’eleganza dei gesti e delle parole. A filtrare da maglie strette strette, che ben si adattino alle paure e al benestare dei grandi.

La loro ingenuità sa di buono, ma devono apprendere che il mondo è altra cosa.
La loro semplicità ci conquista, eppure vanno allenati alla complessità del vivere.
I loro sentimenti strabordano, ma noi vogliamo cuori puliti. Sotto controllo.

Per una vita intera, guardandoli, vorremmo imparare.
Qualcosa che avevamo anche noi, che anche noi eravamo: che basterebbe non perdere.

Ma preferiamo rimpiangere di non essere più come loro, mentre li addestriamo a diventare come noi.

DEDICA

Post scritto per http://www.mammeepapa.it, dedicato a tutti i genitori che seguono tale sito e il suo nutrito gruppo facebook di cui faccio felicemente parte. Grazie a tutti, siete di supporto, compagnia, e ispirazione.

COMMENTO DI MAURIZIO DI TULLIO

Questo post scritto da Maddalena Capra Lebout inserito nel suo “mondo” PENSIERI ROTONDI racchiude l’essenza di tutto quello che ruota intorno al nostro sito ed al nostro lavoro di ogni giorno. Avete letto bene: non ho scritto blog o sito, bensì mondo… infatti quello troverete varcando la soglia di un semplice link. La sua dedica innanzitutto riempie di orgoglio ma soprattutto poi porta a riflettere su un aspetto fondamentale: cerchiamo di distogliere l’attenzione dall’acceleratore qualche volta. Cerchiamo di riassaporare la spontaneità di un bambino. Buttiamoci a terra, saltiamo con loro in una pozzanghera, dimentichiamoci per un giorno di avere responsabilità e scadenze. Per un momento torniamo bambini, secondo me l’adulto non potrà che giovarne.

Grazie mille Maddalena per la tua dedica!
è un’emozione poter leggere le tue parole.

Una risposta a “IL PARADOSSO DI CRESCERE”

  1. Grazie Maurizio, è un onore essere qui, oltre al piacere – sempre – si avere scambi con voi e di scrivere di famiglia, bambini, e vita. Che con loro diventa al quadrato.

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